Sviluppo sostenibile, gli italiani guardano al futuro. “Sì” ad auto elettriche ed efficientamento energetico ma con i tempi giusti e qualche incentivo

Gli italiani dicono sì ad efficientamento energetico delle case, auto elettriche e transizione ecologica ma chiedono più tempo per adeguarsi alle tempistiche stabilite da Bruxelles e aiuti economici. E’ quanto emerge dal sondaggio realizzato da Quorum/YouTrend per conto di Skytg24 che mostra come gli italiani siano sensibili al tema ambientale ma comunque ancora restii ai cambiamenti che questo inevitabilmente richiede.


Per il 63% degli intervistati infatti la transizione ecologica – ovvero far sì che gli attuali processi produttivi e quindi lo sviluppo economico rispondano ai principi della sostenibilità ambientale – “è una risposta necessaria alla crisi climatica” e solo il 25% pensa che sia “una manovra ideologica che va contro gli interessi delle persone”.


Ma se da una parte gli italiani sembrano avere a cuore l’ambiente ed essere favorevoli a mettere in atto le misure necessarie per salvaguardarlo prima che sia troppo tardi, dall’altra ritengono anche che le scadenze fissate dall’Europa siano troppo ravvicinate e non diano ai cittadini il tempo di adeguarvisi. La pensa così quasi la metà degli intervistati (45%) mentre solo il 22% considera “corretti” i tempi dettati da Bruxelles.
Scendendo nelle misure che toccano più da vicino i cittadini nella loro quotidianità, come l’abolizione delle auto a combustione e il passaggio a quelle elettriche, solo il 27% considera “corretta” la data del 2035 come stop alla vendita di auto a benzina o diesel, mentre ben il 45% ritiene che il tempo sia troppo ravvicinato.


Altro aspetto importante che emerge dal sondaggio è quello secondo cui gli italiani sarebbero disposti, in tempi congrui, ad abbandonare le auto a combustione per quelle elettriche ma il 48% non è disposto a spendere di più. Il 24% metterebbe anche mano al portafogli, tirando fuori però non più di mille euro in più, mentre solo il 16% sarebbe disposto a sborsare fino a 5.000 euro in più.
Gli italiani poi risultano essere ancora più scettici di fronte all’obbligo di efficientamento energetico delle abitazioni private fissato al 2030: per ben il 56% si tratta di una scadenza troppo ravvicinata che non dà modo ai cittadini di adeguarvisi.


In questo caso in molti sono consapevoli e concordi nello spendere di più (ben il 51%) anche se di questi il 26% tirerebbe fuori solo fino a 5.000 euro in più, il 16% tra 5.000 e 10.000 euro, il 7% tra 10.000 e 20.000 euro e solo il 2% oltre 20.000 euro. Il 38% degli intervistati invece si dice non disposto a spendere.
In ogni caso per gli italiani i costi della transizione ecologica e di tutte le misure ad essa connesse dovrebbero essere sostenuti solo dall’Unione Europea oppure anche dalle famiglie ma con il supporto di Ue o Governo.


Insomma, con i dovuti tempi ed incentivi (vedi sconto in fattura e cessione del credito del superbonus 110%), gli italiani si dicono pronti a fare la loro parte per favorire il passaggio ad un modello più sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico.


D’altronde è adesso il momento per guardare al futuro, optando magari per un’auto elettrica o decidendo di installare un impianto fotovoltaico per rendere la propria abitazione autosufficiente dal punto di vista energetico.

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